Amianto: una mozione per sollecitare il Governo.

Sono passati oltre quindici anni dall’approvazione della legge 257/1992 che stabiliva la cessazione dell’estrazione dell’amianto e ne proibiva l’uso, ma restano o ancora inapplicate parti rilevanti di quella legge, in particolare manca la mappatura della presenza dell’amianto nel nostro Paese, la previsione dei piani di bonifica, la creazione del registro degli ex esposti e dei mesoteliomi, mentre purtroppo continuano i decessi per le conseguenze dell’esposizione.

In Piemonte abbiamo una delle aree maggiormente contaminate, quelle in cui erano siti gli stabilimenti, ormai dismessi, di produzione e lavorazione dell’amianto, gli ex stabilimenti Eternit di Casale Monferrato e Cavagnolo: su questi territori si registra un allarmante aumento di decessi per tumori, mesotelioma, neoplasie, carcinoma e malattie correlate all’amianto; in particolare, a Casale Monferrato vengono diagnosticati dai 20 ai 25 casi di mesotelioma ogni anno (su 1000 in Italia) e si registrano altrettante morti dovute alla malattia: soltanto nel 40% dei casi il mesotelioma rappresenta una malattia professionale, nel 60 si tratta di popolazione che è stata esposta nelle aree maggiormente contaminate .

E’ ora urgente, richiamare il governo all’impegno di completare l’azione avviata con la 257: attivando campagne di sensibilizzazione ed informazione sulle patologie da amianto, per contrastarne il diffondersi, attivando rapidamente la mappatura della presenza dell’amianto nel nostro Paese per completare il processo di bonifica ed ad individuare discariche specializzate. Ma bisogna altresì che si prevedano agevolazioni tributarie per il risanamento degli edifici con presenza di amianto e contributi specifici per la messa in sicurezza degli edifici pubblici nelle cui strutture si sia riscontrata la presenza di amianto.

E’ importane inoltre che si costituisca un fondo per le vittime, per coloro soprattutto che non hanno avuto ad oggi riconosciuto rimborsi. Pertanto ho proposto ai colleghi, in particolare, a quelli piemontesi, di sottoscrivere la mozione consultabile in questa pagina, per impegnare il governo ad un’incisiva azione e conclusiva.

Maria Leddi Maiola

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