Volontariato: partita la campagna “Parti volontario per la tua vita”

E’ stata ufficialmente avviata la campagna - presentata il 5 dicembre scorso in occasione della giornata internazionale del volontariato -  “Parti Volontario per la tua vita” volta a promuovere,  soprattutto tra i giovani, la cultura del volontariato. E soprattutto ai giovani la campagna si propone di suggerire che il mondo del volontariato è molto più ricco e stimolante, ed anche (perché no?), piacevole, di quanto comunemente s’immagina.
Perciò la campagna ha lo scopo di stimolare la partecipazione dei cittadini alle attività di volontariato; rafforzare il volontariato attraverso il dinamismo delle nuove generazioni; evidenziare le opportunità di socializzazione, di collaborazione e di crescita che il volontariato offre; promuovere l’orientamento all’impegno e alla responsabilità.  La progettazione della campagna è stata avviata con l’analisi dei dati contenuti nell’ultimo  Rapporto biennale sul volontariato.
Il fenomeno del volontariato, nelle sue peculiari caratteristiche di impegno continuativo e gratuito a favore di persone non appartenenti alla cerchia delle relazioni ordinarie, amicali e familiari di un individuo, rappresenta una delle più significative componenti della vita sociale.
Secondo il “Rapporto” i servizi più diffusi sono rappresentati:

  • dall’ascolto, sostegno e assistenza morale e dalla donazione di sangue;
  • dai  servizi ricreativi e di intrattenimento;
  • dall’accompagnamento sociale;
  • dalla realizzazione di corsi su vari temi;
  • dalle campagne di informazione e sensibilizzazione;
  • dall’assistenza domiciliare;
  • dal trasporto di anziani e disabili;
  • dalle esercitazioni di protezione civile;
  • dalle prestazioni di soccorso e di trasporto di malati.
     

A beneficiare del “volontariato” sono soprattutto malati e traumatizzati, anziani, minori, immigrati, disabili, individui in difficoltà economica, familiari di persone con disagio, senza tetto. Il fenomeno risulta in crescita per consistenza e diffusione su tutto il territorio nazionale. Si registra tuttavia la tendenza del movimento a crescere più in termini di nuove organizzazioni che per numero di “militanti”. Emerge poi un problema generazionale di partecipazione: i volontari si collocano prevalentemente nella classe anagrafica di mezzo (46-65 anni, per il 38,4% delle unità), mentre i giovani al di sotto dei 30 anni risultano prevalenti solo nell’8,3% delle unità.

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