A proposito di semplificazione, di risparmi, di crediti delle imprese..
E’ stato approvato ieri in Senato il DDL ” Disposizioni urgenti per assicurare adempimenti comunitari in materia di giochi “. Per la verità ben poco c’era nel DDl di attuativo di adempimeni comunitari e molto d’altro, soprattutto a sorpresa, in stagione di risorse risicatissime e di tagli , spuntano 25 milioni di euro dal fondo per “debiti contratti dalla amministrazione centrale dello Stato con aziende , enti eec” non destinati ad aziende che da tempo attendono pagamenti, ma a tutt’altro. Mi pare che l’intervento che allego sia significativo..aspetto commenti
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Leddi. Ne ha facoltà.
LEDDI (PD). Signora Presidente, credo che un incipit sia necessario nel discutere il provvedimento in esame, un incipit legato a due punti che hanno caratterizzato - e devo dire personalmente pensavo in modo positivo - l’avvio dell’attività del Governo. Mi riferisco alla semplificazione normativa, e quindi all’aver addirittura individuato un Ministro ad hoc, e all’efficientamento della pubblica amministrazione. Due temi che trovano indiscutibilmente d’accordo maggioranza e minoranza nel ritenerli fondamentali per migliorare profondamente la qualità della nostra normazione e dell’organizzazione del nostro Paese.
Il disegno di legge n. 1196 reca nel titolo: «disposizioni urgenti per assicurare adempimenti comunitari in materia di giochi». Vi assicuro - e leggere il testo della disposizione è facile - che non più di un ventesimo del contenuto di questa norma è riferito alle disposizioni urgenti per assicurare adempimenti comunitari in materia di giochi. Quindi credo che questa sia una vera norma pullman, vale a dire un titolo all’interno del quale è stato poi inserito tutto ciò che di volta in volta alle varie fermate, per svariate esigenze molto lontane dal titolo stesso, si verificava e quindi si rendeva opportuno aggiungere. Questa non è semplificazione normativa. Allora, se la semplificazione normativa, su cui abbiamo fatto grandi proclami, si concretizza nel fatto che si semplifica il passato e si complica il presente per perpetuare la specie, devo dire che è vero che abbiamo innovato ma con la semplificazione normativa a tela di Penelope: semplificare il passato e procurarci materiale per il futuro non è esattamente quello che noi si intendeva nel dire che è buona cosa avere un programma di semplificazione normativa.
Vengo all’efficienza, che è il secondo aspetto. Il punto prima reca, con grande evidenza, il nocciolo della problematica che trattiamo, ossia la proroga. Con il provvedimento in esame si concede una proroga alla SISAL S.p.A per la gestione di una serie di attività. La proroga non è mai sinonimo di efficienza; una proroga può essereconcessa una volta perché si verificano delle condizioni contingenti che la rendono necessaria. Siamo alla quinta proroga, che porta con sé un’insidia anche peggiore, perché nella Relazione tecnica - altri colleghi lo hanno già richiamato - è in nuce l’elemento necessario per dire che, a seguito di questa proroga, sicuramente si ripresenteranno delle problematiche e quindi si renderanno sicuramente necessari altri interventi, spero non di natura normativa, ma che certamente procrastineranno gli atti di cui oggi parliamo per altro tempo.
La Relazione tecnica prevede che il nuovo concessionario non può essere ancora nella pienezza della sua attribuzione perché deve sottoporre a verifica un insieme di attività preliminari atte a garantire l’idoneità della nuova organizzazione, nonché la loro conformità a progetti presentati in gara. Ciò significa sostanzialmente che si è presentato un soggetto che ha vinto la gara - erano tre i soggetti che si presentavano - il quale deve verificare se poi è in grado di fare ciò per cui ha vinto la gara stessa.
Credo che neppure nell’assegnazione delle matite in una normale pubblica amministrazione si accetterebbe che il fornitore individuato dimostri in seguito di essere in grado di fare non una banale fornitura di matite, ma una cosa molto più complessa come questa, soltanto dopo aver avuto la gara assegnata. Quindi, in questo caso, abbiamo una proroga che va addirittura fino al luglio del prossimo anno e ci rivedremo a luglio del prossimo anno per capire cosa è successo e quali costi saranno conseguenti al non aver assicurato prima un adempimento anche banale. Quindi, rispetto a questo punto, credo che risparmieremmo tempo, risorse e proclami se facessimo ciò che si è detto, ossia semplificassimo dal punto di vista normativo e rendessimo efficiente la pubblica amministrazione.
Quanto ai fatti collaterali prodotti da questa norma, sicuramente ci sarà anche il problema di un ulteriore costo che la norma ingenera rispetto ad un contenzioso da complicazione normativa. Ebbene, è il contenzioso che si innesca nel momento in cui si prevede che, qualora i soggetti aggiudicatari della gara aperta per 3.000 concessioni di diritti di esercizio e raccolta in rete fisica di giochi su base ippica, siano già titolari di tale diritto - come recita la norma - essi otterranno una riduzione del 25 per cento dell’importo base di 85.000 euro. Sicuramente questo - si può già dire oggi - è in aperta violazione dei principi comunitari di tutela della concorrenza. È palese che su questo si aprirà un contenzioso che complicherà, ritarderà e costerà per le sanzioni che subiremo. Questo lo diciamo oggi e lo verificheremo. Certo è che se fossero previste anche delle responsabilità di tipo individuale forse presteremmo maggiore attenzione nel redigere le norme. E non è questo il solo punto contraddittorio con quella tipologia di normativa comunitaria.
Vengo infine ad un altro punto. L’articolo aggiuntivo 1-bis, al comma 7, istituisce un fondo che è alimentato dalle maggiori entrate determinate dalla raccolta e che è destinato alle esigenze finanziarie relative alle attività istitutive di CONI e di UNIRE. Ed aggiunge che a quest’ultimo è assegnato per l’anno 2008 un contributo pari a 25 milioni di euro.
In ordine a questo, si è reso necessario un approfondimento. Sottopongo all’Aula due considerazioni. La prima è questa: nella storia dell’UNIRE non è questo il primo intervento che rimpingua le finanze di questo ente per renderne efficace il funzionamento. Credo che in una normale gestione, da quella familiare a quella aziendale, prima di conferire nuove risorse si chiede conto dell’utilizzo di quelle esistenti. Ricordo peraltro che non molti anni fa con una norma del 2003 è stato concesso un mutuo di 150 milioni di euro all’UNIRE dalla Cassa depositi e prestiti con oneri a parziale carico dello Stato. Quindi, credo che prima di passare all’assegnazione di ulteriori risorse per le stesse finalità, poteva rendersi del tutto opportuno una due diligence normale per capire quale fossero i risultati di quell’impegno di risorse pubbliche e quindi quali fossero le ragioni che rendono oggi necessario questo ulteriore intervento con questa somma.
L’ultima cosa su cui richiamo la vostra attenzione, signora Presidente, è questa: i 25 milioni di euro in tempi di casse molto magre e quindi di grandi difficoltà a reperire risorse dove vengono reperiti? Vengono reperiti su un fondo destinato all’estinzione di debiti pregressi contratti dalle amministrazioni centrali dello Stato. Ricordo, al riguardo, soltanto che certamente il fondo non conterrà quanto sufficiente a risolvere il problema, ma le amministrazioni pubbliche debbono alle imprese 70 miliardi di euro di ritardati pagamenti. È in questo contesto che poteva essere individuata in parte la soluzione del problema. Senza aggiungere poi che, in assenza di risorse, si azzera il fondo per i danni alluvionali e per la Protezione civile. . (Applausi dal Gruppo PD).

