Il caso Zaleski :interrogo Tremonti

Gli strumenti posti a disposizione dal Governo per far fronte alla crisi finanziaria ed economica  sono basati su un assunto fondamentale e condivisibile : la straordinaria necessità ed urgenza di garantire la stabilità del sistema creditizio e la continuità nell’erogazione del credito alle imprese ed ai consumatori , pertanto lo Stato concederà garanzie sulle passività del sistema bancario con la finalità  conclamata di mettere al riparo dalle onde eccezionali che arrivano dai mercati internazionali gli istituti di credito  e di assicurare nel contempo che  la maggior sicurezza delle banche  si rifletta positivamente sulle imprese  assicurando  una regolare prestazione di credito.

A fronte di questo tuttavia i dati di fine ottobre indicano in 230 miliardi il plafond depositato  dai gruppi bancari europei presso le rispettive banche centrali  ( quasi 0 prima del crack Lehman ) a fronte di una offerta di liquidità aumentata di 323 mild . Quindi solo 93 mild sono confluiti nel circuito interbancario : la ricaduta su famiglie e imprese è vicina a 0.

L’indagine di Federconfidi ( cui fanno capo 60.000 PMI)  del 31 ottobre scorso rileva che negli ultimi 3 mesi sono calate del 40% le operazioni di finanziamento garantite da Confidi, che vi è una maggiore selettività nell’erogazione di crediti alle imprese, che sono aumentati i livelli di copertura richiesti ed i tassi di interesse praticati.

In questi giorni una importante società finanziaria nel cui portafoglio risultano quote rilevanti di banche, assicurazioni ed imprese italiane,  ha dichiarato una esposizione nei confronti di due banche estere di circa 1,6 miliardi su un totale di esposizione debitoria di circa 6,2 miliardi di euro

Da notizie giornalistiche si apprende che tali quote sarebbero state fornite alle banche estere quali garanzie per i suddetti prestiti.

A fronte di richieste di rientro da parte delle banche estere   5 banche italiane   (cui farebbe capo una esposizione di 4,2 miliardi di euro nei confronti di tale società)  stanno procedendo all’accollo del debito verso tali  banche  per 1.6 miliardi di euro rilevando i pegni azionari  di cui sopra.

La ratio dell’operazione si rinviene nella prevenzione di una possibile ondata di vendite su titoli rappresentativi di buona parte del listino italiano da parte delle banche estere detentrici di tali titoli in garanzia e quindi è auspicabile che l’operazione, per quanto onerosa, oltre a rispondere a strategie aziendali,  possa tradursi in effetti   di stabilizzazione del mercato azionario italiano

Da  più parti è stato altresì rimarcato sia  il “groviglio” di ruolo che le banche ricoprono essendo alcune , in questo contesto , nel contempo creditrici, titolari di pegno su azioni proprie ed anche soggetti partecipati, sia  che i prestiti   alla società finanziaria di cui prima si configurerebbe pari allo 0,7% dell’intero credito erogato dal sistema bancario al sistema produttivo

Considerato l’intervento dello Stato a sostegno del sistema creditizio che ha quale fine ultimo assicurare credito alle imprese e tutelare conseguentemente posti di lavoro chiedo al Ministro Tremonti.

  • Se non ritenga  che  queste operazioni non siano più circoscrivibili a semplice rapporto tra imprenditori privati
  • Se ha ragione di ritenere che vi possano essere altre situazioni di crisi che richiedano interventi analoghi a quelli posti in essere nei confronti della società Zaleski
  • che provvedimenti intenda urgentemente assumere perché  riparta effettivamente il mercato del credito alle imprese essendo evidente che il rallentamento del credito ha quale principale effetto il differimento degli investimenti cui consegue quale danno strutturale il pregiudizio della  competitività e la ricaduta sull’occupazione
  •  se intenda intervenire sull’ innalzamento delle garanzie minime per il finanziamento di partecipazioni , specialmente se minoritarie, e quale nuovo limite debbano rispettare questi finanziamenti in relazione al patrimonio di vigilanza delle banche
  •  se intenda intervenire a  modifica  dell’art 2358 del cc per rafforzare la trasparenza del sistema.

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