Cambia lo Statuto di Cassa Depositi e Prestiti: saldiamo i debiti della PA?

Ho presentato una interrogazione urgente al Ministro dell’Economia e Finanze per capire se le modifiche apportate allo Statuto di Cassa Depositi e Prestiti possano davvero prefigurare una via di soluzione alla questione dei tardati pagamenti della PA. Nel  mio disegno di legge al riguardo ho proposto prorio questa strada ( che è tecnicamente sostenibile e praticabile in tempi rapidi) L’auspicio è che - creato lo strumento con la modifica statutaria - ora lo si voglia fare. Vediamo

 

ll.mo Sig. Ministro dell’Economia e delle Finanze,

nei giorni scorsi lo Statuto della Cassa Depositi e Prestiti è stato oggetto di modifiche al fine di ampliare le potenzialità di intervento della stessa.  In particolare,

la CDP potrà impiegare fondi provenienti dalla raccolta postale  oltre che per la tradizionale attività di finanziamento del Settore pubblico, anche per concedere finanziamenti a favore di soggetti pubblici o privati, purché si tratti di operazioni di “interesse pubblico” previste dallo Statuto di CDP e “promosse” da soggetti appartenenti al Settore Pubblico.

La CDP nella nuova operatività terrà conto della sostenibilità economico-finanziaria di ciascun progetto, nonché del merito di credito del richiedente.

L’intervento della CDP potrà assumere qualsiasi forma: concessione di finanziamenti, rilascio di garanzie, assunzione del capitale di rischio o di debito.

I finanziamenti potranno riguardare anche le Piccole e medie imprese per finalità di sostegno dell’economia e saranno concessi, in tal caso, attraverso la sola intermediazione del sistema creditizio.Alla luce di quanto in premessa si vuole conoscere:-          Se la presenza di più soggetti nella medesima operazione non rechi appesantimento finanziario e burocratico tale da scoraggiare la domanda.-          Se i futuri finanziamenti concessi al fine dell’esecuzione di opere pubbliche  e/o forniture di beni e servizi verso

la PA  trovino, da parte della PA medesima,  obbligo di regolazione puntuale degli impegni assunti e quali per contro potrebbero essere le conseguenze qualora, in caso di inadempimento dell’Impresa  beneficiaria dello stanziamento attraverso CDP, le cause dell’incaglio fossero riconducibili proprio al ritardo nei pagamenti da parte  della PA richiedente l’opera o la fornitura.-          Se, come e con quali fondi,  si intenda utilizzare

la CDP nel ripiano dei debiti pregressi  della PA verso i propri fornitori.
-          Qualora

la CDP potesse intervenire nelle operazioni di cui al punto precedente, se l’intervento della stessa a favore dello smobilizzo dei pagamenti di  debiti scaduti verso fornitori debba essere regolato tenuto conto dei vincoli del patto di stabilità di ciascuna PA procedente o ne possa rimanere estraneo.
 

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