Tremonti bonds: ma siamo sicuri?
Nella giornata di ieri è stato siglato l’accordo Tesoro ABI, prerequisito per l’attivazione dei cosiddetti “Tremonti bonds”, lo strumento individuato dal Governo per intervenire a sostegno della ricapitalizzazione delle banche italiane. Ora che si capisce meglio cosa sono, si aprono interrogativi seri sulla loro reale efficacia, e più di una domanda è opportuno porre al Ministro. Di seguito trovate analisi, dati, perplessità e la mia interrogazione al Ministro Tremonti
Le banche italiane da settembre ad oggi si sono rifinanziate sul mercato a tassi che vanno dal 4 al 5 % circa (la cedola media e’ del 4% circa).
Da settembre ad oggi si contano circa 95 emissioni (cio’ significa che hanno emesso quasi tutte le banche) per un totale di 16,743 bln euro.
Come si evince dai prezzi di mercato attuali, possiamo dire che non ci sono state cadute significative (mediamente queste obbligazioni sono scese dell’1%), a testimonianza della fiducia che il mercato esprime nei loro confronti.
I titoli Mef, di cui di cui all’articolo 12 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 (c.d. Tremonti bonds), prevedono cedole del 7.5% e 8,5% ed un esborso per lo Stato di 12 miliardi di euro.
Un confronto, anche semplice, tra titoli di Stato Italiani, i titoli corporate bancari Italiani e europei rispetto ai Bund tedeschi mostra che in realtà non c’e’ un differenziale sensibile tra banche italiane, banche europee, banche tedesche rispetto al Bund, mentre vi e’ un ampio spread, come e’ noto, tra Stato Italiano e Stato Tedesco. Quindi il mercato e’ piu’ concentrato sul problema del debito pubblico italiano che non sulle difficoltà delle banche italiane, che paiono allineate con quelle dell’intera Europa.
A solo titolo di esempio, si segnala che ieri una Banca quotata alla Borsa Italiana, ha annunciato un piano di rafforzamento patrimoniale che si articola nelle seguenti misure:
1) Emissione di strumenti finanziari - da sottoscriversi da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze - di cui all’articolo 12 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 (c.d. Tremonti bonds) per un ammontare di € 500 milioni, i cui proventi entreranno a far parte del Core Tier I capital della Banca (i “Titoli MEF“);
2) Offerta pubblica di acquisto sugli strumenti innovativi di capitale (c.d. titoli di Tier I o preference securities) emessi da società del Gruppo per un ammontare complessivo in valore nominale di € 460 milioni (l’”Offerta Pubblica di Acquisto sugli Ibridi“) beneficiando della notevole flessione dei corsi nel mercato degli ibridi e dei subordinati e capitalizzando l’attuale sconto sul valore nominale.
In sostanza si vanno a sostituire dal mercato (facendo consolidare perdite del 50% a investitori che li avevano porecedentemente sottoscritti) titoli obbligazionari Tier I che ai prezzi attuali avrebbero rendimenti del 49% annuo circa se venissero richiamati alla data prevista dal prospetto (e se non lo fossero, avrebbero comunque un rendimento del 14% alla scadenza).
Si interroga il Ministro delle Finanze e Tesoro per sapere
Quali motivazioni abbiano indotto a prevedere l’acquisto fisico dei bonds da parte dell’amministrazione anziché ricorrere a forme di garanzia verso tutte le nuove emissioni bancarie di Tier1, naturalmente facendosi pagare un prezzo per “l’assicurazione” del prestito
Se non ritenga piu’ efficace e meno onerosa la strada della garanzia al fine di consentire un rilassamento delle condizioni finanziarie attuali.
Se non ritenga che l’esborso di danaro pubblico necessario, di cui all’articolo 12 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 (c.d. Tremonti bonds) pari a 12 miliardi di Euro, vada a impattare meno che proporzionalmente sulla solidita’ del sistema bancario italiano e sopratutto per le imprese, rispetto all’impatto sui conti pubblici e quindi sui tassi d’interesse che lo Stato paga.
Se non ritenga in un certo modo discriminatoria la forzata limitazione ad un numero ristretto di banche del prestito fornito tramite la sottoscrizione dei suddetti titoli;
Se non ritenga opportuna, in questa fase di sofferenza del sistema bancario, investire risorse con modalità che assicurino la ricaduta positiva su tutto il sistema bancario italiano, tramite un recupero di fiducia del mercato che porti conseguentemente ad abbassare il costo del debito anche per il sistema delle imprese.
Se non ritenga che si possano manifestare effetti di “arbitraggio” da parte delle banche sui propri titoli Tier I, come quello del caso citato sopra a titolo di esmpio, che avverrebbero a danno dei risparmiatori e a spese dello Stato.
Se non ritenga di dover regolare operazioni di riacquisto di titoli Tier I come quella citata ad esempio, almeno in termini di prezzo, al fine di non generare un vantaggio per l’emittente e il consolidamento di una perdita per il sottoscrittore.
Ed infine come ritiene possa concretizzarsi l’annunciato effetto positivo per il sistema industriale a seguito della introduzione dei cosiddetti “Tremonti bond”.

